![]() |
Ewa Surowiec - i want to touch your body (foto:Paolo Marchi) |
![]() |
Pale Blue Dot, Carlo Spiga & Stella Veloce (foto:Paolo Marchi) |
![]() |
Imago (Glitch) Igor Muroni (foto:Paolo Marchi) |
![]() |
Deltitnu, Alessandro Sau (foto:Paolo Marchi) |
![]() |
Holding Gravity, Marisa Benjamim (foto:Paolo Marchi) |
![]() |
Ambra Pittoni. Die gerettete Nacht (La notte salva) Giardino ombroso (foto:Alberto Musa Farris) |
![]() |
Nuno Vicente. Returning the imprint of my palm to the
universe (foto :Nuno Vicente) |
![]() |
(foto:Alberto Musa Farris) |
![]() |
FLowers-un vaso alla ricerca di un fiore, Cristina Meloni (foto:Alberto Musa Farris) |
![]() |
Giovanni Casu. Piccola istallazione sul ruolo del riconoscimento della funzione degli oggetti e il relativo valore semantico nell´ attribuzione di una dimensione metaforica (foto:Alberto Musa Farris) |
![]() |
Roberto Fanari, Bambolina ((foto:Alberto Musa Farris) |
Bryn Chainey. 'Field notes on Oriondo, who lost his mind, but with very good reason' |
performance:Igor Muroni + Daniele Garzia, Stella Veloce & Carlo Spiga
Rugiada
Cadoni. Polittico – Allure
Polittico è un lavoro organizzato in serie sul tema della rappresentazione
come personificazione.
Interpretato con un "movimento di posa" dalla ballerina Danila
Massara, le cinque donne emergono dal buio di una scena teatrale. Rugiada
Cadoni, * 1977 è nata a Lecco (Italia),
vive e lavora a Parigi. Fa parte del duo di artisti Y Liver (insieme a David Liver ) e ha partecipato a
biennali e mostre internazionali.
Le loro fattezze ed i loro
tratti comportamentali traducono di volta in volta quelli di un
personaggio, la cui natura radicalmente fittizia evidenzia l'ambiguità del
concetto di cultura. Il polittico "Allure" è una video
installazione, divisa in cinque proiezioni simultanee in cui l'oggetto è
l'atteggiamento. Cinque
paesi europei sono impersonati da cinque personaggi femminili che
caratterizzano la serie. La signora Antonella, Madame Madeleine, Frau Olga,
Missis Robyn e Señora Estebana sono rispettivamente l'incarnazione di Italia,
Francia, Germania, Inghilterra e Spagna.
Cristina Meloni. Flower- Un vaso alla ricerca di un fiore
La caducità della vita è qui rappresentata da piccoli segni del passaggio del
tempo nella vita di tutti i giorni, come ad esempio dei fiori ormai secchi. Cristina Meloni
analizza il concetto di tempo osservando la natura e il corso quotidiano degli
eventi.
(2013) é un nuovo
lavoro del filmmaker Bryn Chainey (1986 - London) L ´opera puó essere descritta
come un documentario decostruito in diverse parti: fotografia, registrazioni ambientali e
racconti. Quest´ opera racconta la strana storia di Oriondo Floris, un abitante di Samatzai morto nel 1992.
Igor Muroni.
IMAGO (GLITCH) Live
Concert (glitch noise / Drone con luce strobo). Durata 20 min.
La performance di Igor Muroni
trasforma lo spazio espositivo in una “noise room”, dove il “noise”,
emancipandosi dall’accezione di genere musicale, assume quella più
culturalmente diffusa di stato fisico nauseabondo generato da una
“pop-bulimia”. Le sonorità, atonali, distorte e dissonanti, danno origine a un
corpo non-corpo, a una trama acustica che si addensa ripetutamente dando vita a
un imponente monolite sonoro, invisibile e al tempo stesso onnipresente come il
mitico minotauro nel labirinto. Il corpo è un simulacro che respira,
respira il suono, respira la musica, si muove. Può essere il corpo del
performer, ma anche quello dello spettatore che entra in un ambiente che si è
creato, costruito e sperimentato. Spesso lo spazio che circonda
questo corpo è bianco, vuoto, nero, sconfinato, così che l'immagine si ritaglia
dal contesto. I suoni prodotti vibrano nel corpo, ma sono anche legati
all'architettura, a ciò che li accompagna e li condensa. Le sollecitazioni che
la musica o l'immagine originano, raggiungono così la forza del Mito della
Caverna di Platone.
Carlo Spiga,
Stella Veloce. Pale blue dot.
Durante il suo viaggio, a milioni di chilometri
dalla terra, la sonda Voyager I si volta e scatta una foto. A quella
distanza nell'abisso nero, si scorge solo un timido puntino blu, la Terra. In
quel tremolio azzurro e fluttuante c’è tutto. "Look again at that dot. That's here. That's home. That's
us. On it everyone you love, everyone you know, everyone you ever heard of,
every human being who ever was, lived out their lives.” [Carl
Sagan, 'Pale Blue Dot: A Vision of the Human Future in Space'] . Potendo ingrandirlo torneremmo ad immergerci nel caos
familiare dei segni, dei suoni, delle esperienze. Allontanandoci ecco
l'indefinito, l'astratto, seppur tremendamente preciso nella sua estrema
sintesi.Un’amicizia può essere raccontata nello stesso modo: concentrandoci sui
particolari o l’insieme o le due cose simultaneamente. Raccontare un’amicizia
attraverso un concerto ed un canale su youtube nel quale condividere le proprie
idee su cosa proporre al pubblico. Una scaletta di cover ma smontate,
ingrandite e così sfocate da essere al limite della riconoscibilità. Esperienze
personali ed artistiche si addensano in più punti dello spazio e del tempo.
Deltitnu è il titolo di un opera video composta in due capitoli, liberamente ispirata a Le 120 giornate di Sodoma del Marchese De Sade. The four fuckers costituisce il primo capitolo di una storia che pone il problema dell'immagine in relazione al linguaggio. Le categorie del giudizio estetico vengono messe in discussione in quanto regole linguistiche di pervertimento e di dominio sull'immagine. Il linguaggio che non si sottomette all'immagine ma la rende schiava, è un linguaggio che si ritorce in se stesso nell'insensatezza ultima dell' escremento. Nel gioco dei cubi si confondono le due modalità differenti di giungere alla totalità dell'immagine, quella che arriva alla totalità rinunciando al potere di significare dell'immagine (la forma minimal), e quella che estende la singolarità della rappresentazione all'universale (Van Gogh). Deltitnu: Uabzrem è la confusione dei linguaggi, un imprudente sistema linguistico che gioca con le categorie di senso create dall'estetica e dalla storia dell'arte, spingendo verso la problematicità di una forma che unisce in se i diversi parametri della moderna comprensione dell'opera d'arte: la forma minimal e la rapresentazione pittorica si intersecano per problematizzare una prospettiva di senso scissa tra pratica relazionale ed estetica. Uabzrem può dunque esistere unicamente nella sua spettacolarità di vuoto e di incongruenza, in cui l'aspetto teatrale e la messa in scena dell'oggetto diventano i valori legittimanti e fondanti l'opera d'arte stessa.
Giovanni Casu. Piccola istallazione sul ruolo del riconoscimento della funzione degli oggetti e il relativo valore semantico nell´ attribuzione di
una dimensione metaforica- Istallazione : faretto alogeno , cavalletto -
piedistallo in legno e lente di ingrandimento.
Giovanni Casu è nato in Sardegna nel 1975. Dopo una
laurea in Scienze politiche si é trasferito nel 2002 a Parigi dove ha lavorato
ed esposto per successivi 7 anni. Nel 2008 si é trasferito a Berlino dove,
continuando la suo produzione artistica ha fondato tre centri di
sperimentazione artistica. Tra questi l ECKE Project che da 3 anni
promuove ricerche artistiche sulla relazione tra arte e neuroscienze. L´ opera
si basa su uno studio sulla comprensione del valore semantico di un
oggetto attraverso la codificazione della sua funzione- Il processo
cognitivo si avvera essere alla base della creazione
del linguaggio metaforico.
Nuno
Vicente. Returning the imprint of my palm to the universe -
Mirror, magnify lens, aluminium, human trace.
Nuno
Vicente presenta un opera che attraverso un sistema ottico rinvia nel cielo la
proiezione dell impronta della sua mano su uno specchio. La semplicitá del
gesto poetico vuole diffondere nella luce della Sardegna una traccia umana fin
oil cosmo.
Ambra Pittoni. Die gerettete Nacht (La notte salva) Giardino
ombroso 1- Asino Rick, Passero Kevin, Pinson de la garenne
Kevin, Civette Alix Dorothée, Kevin,
PF . Lettori mp3 + involucri in seta Deposizione
Foto
(fine art print), collage di carta varese, legno e materiali misti.
Die
gerettete Nacht è un progetto permeato dal tramonto. La storia, intesa come
l’insieme delle conquiste e delle battaglie risultanti dall’azione (negatrice) dell’uomo
è qui, giunta al suo apogeo. Questo lungo epilogo, apre una riflessione
sull’articolazione della relazione tra l’essere umano e la natura. In questo
scenario, l’essere umano è considerato un punto di rottura in costante
costruzione e decadimento, teso tra il divino e l’animale. Questa installazione
comprende estratti dall’archivio sonoro in continuo accrescimento dal 2011:
una
tassonomia ibrida che raccoglie suoni animali prodotti da esseri umani. Gli
oggetti presenti si trovano nello spazio per costruire un archeologia del
presente. I due vasi sono stati spaccati e ricomposti. Hanno vissuto una fine
artificiale e ora rivivono come delle reliquie artificiali. La foto ritrae un
armatura medievale posata a terra in un mercatino dell’antiquariato a Varsavia.
L’arma è stata, appunto, deposta e la macchina antropologica rimane in
sospensione La notte salva//Ibridi. Field
recording fittizio Berlino 29 marzo 2012.
Irene Balia
nasce nel 1985. Vive e lavora a Milano.
Le
persone, gli animali, le vedute, gli ambienti rappresentati sono il pretesto
per indagare uno stato d'animo preciso. Una sensazione che dura un istante. Un
attimo di distacco con la realtà.
Nei
dipinti questo breve momento si può bloccare e dilatare. Tutto è fermo,
immobile e statico. Non esiste tempo. Il reale si confonde con l’irreale in un’atmosfera onirica, acquistando una nuova
carica simbolica.
Roberto
Fanari
nasce a Cagliari nel 1984. Vive e lavora a
Milano.
Il
soggetto rappresentato non ha un ambiente definito. Ma, anche se non ci sono
indizi che possono darci un'idea precisa del suo mondo, chi lo guarda riesce a
immaginarselo in un contesto preciso. Un piccolo particolare nell'abbigliamento
o una decorazione di un oggetto bastano a ricostruire la cornice in cui esiste.
Interamente
realizzata in filo di ferro cotto e filo di cotone, la scultura è il risultato
di un bilanciamento di pieni e di vuoti, in cui la linea è protagonista.
"E”
L’intuizione
che si tratti di un alter ego, cioè di una personalità fittizia generatrice di possibilità
identitarie alternative, è falsa. “E” è il nome che l’artista ha scelto perché
il più aderente ad esprimere le sue intenzioni e progetto. Nell’oggi, scosso da mutamenti
sorprendentemente radicali e contrasti culturali profondissimi “E” si trova
perfettamente a suo agio, quasi non avesse alle spalle alcuna memoria storica,
niente da rimpiangere, niente da temere. Sa che il contemporaneo va cercato
nella notte, fuori dal chiasso del giorno. Nel buio in cui tutti chiudono gli
occhi cercando ristoro da una giornata che non si capisce, “E” li apre sempre
per la prima volta, con calma e coraggio.
Ewa Suroviec.„I
want to touch your body"
La struttura del mio video ha come riferimento il
video “fireworks” di Kenneth Anger (1947).Un video che esplorava la
transessualitá , l omossessualitá e il sadomasochismo. Il mio lavoro é una
riflessione sulla sessualitá e la percezione ambigua dei comportamenti
sessuali. Io ho riarrangiato parzialmente alcune scene riferite a Anger
chiedendo a diversi uomini
di recitare insieme senza conoscersi. Io ho deciso di trasferire il
significato dall ambiente sadomasochista ad un atmosfera melanconica, una visione romantica- pensando piú a Ribeira
o Caravaggio che non alla pornografia
pop. Il processo di registrazione é stato un esperimento sulla
sessualitá maschile- e particolarmente sulla scena Berlinese.La seconda parte consiste in interviste di uomini
etero e omossessuali.
Marisa
Benjamim. Holding gravity
Il
lavoro di Benjamim gioca sulla metafora dell´opposizione che esiste tra l
immaginazione e l approccio concreto alla realtá. Attraverso poetica e unendo
performance e la costruzione di oggetti. I suoi ultimi lavori e sospendono il
concetto di gravitá rendendolo una metafora sulla una riflessione sull´ imaginazione - antagonista del reale. Per questo progetto
Marisa continua su questa strada – utilizzando per questa performance : acqua ,
vegetazione , roccie.